Il paziente crede di essere Marco Giovenale. Terzo episodio dei podcast di Contemporanea

Nel terzo episodio due testi da Il paziente crede di essere di Marco Giovenale. Gorilla Sapiens Edizioni, 2016

Marco Giovenale è tra i poeti di cui il fondo librario custodisce la quasi totalità dell’opera e il primo a cui abbiamo chiesto di collaborare attraverso i nostri podcast. E’ nato nel 1969 e vive a Roma, dove lavora come editor indipendente, e traduttore principalmente dall’inglese. Ha tradotto per Il MulinoPonte alle GrazieDonzelli; ha collaborato con Fazi, Salerno, Zanichelli. E’ unanimemente considerato uno dei poeti più importanti della sua generazione. Per la sua biobibliografia completa rimandiamo ai materiali di seguito. Inoltre Giovenale è il poeta che ha collaborato più attivamente alle iniziative culturali organizzate dal fondo librario di poesia fin dalla sua fondazione. Nominiamo qui tra le altre due collaborazioni di Marco Giovenale ai nostri progetti: il primo Poeti al liceo presso l’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Margherita Hack’ di Morlupo, con Luigia SorrentinoCarlo Bordini e la due giorni che il Fondo librario ha dedicato a poesia, traduzione e editoria in collaborazione con STRADE-Sezione Traduttori Editoriali, Paola Del Zoppo e Riccardo Duranti.

Il paziente crede di essere

Dalla quarta di copertina. Il paziente crede di essere (un’aquila in volo, un aerostato, un inseguito, una linea in terra, un testimone di eventi raccapriccianti, un treno giocattolo, un’operazione di salvataggio), il paziente si svuota, si scompone, si ricompone, si sveste, colleziona orologi guasti, a sua volta si guasta, si assembla, si disperde.

Giocando con le potenzialità del reale e dell’irreale, queste fiabe crudeli, allucinatorie, si propongono di forzare i nessi logici, manipolare gli oggetti e lo spazio, scardinare sequenzialità e quotidianità per dare origine a un disordine controllato e creare situazioni, luoghi e personaggi devianti.

MATERIALI IN EVIDENZA

6070. Generazioni

di Marco Giovenale

Credo nell’esistenza delle generazioni. In un dato periodo un certo numero di persone fa e sente e condivide alcune esperienze, le connota e ne riceve connotazione a sua volta. La stessa connotazione, passati alcuni anni, non si ripete. Una generazione dà alle esperienze un linguaggio che quelle non avevano. A sua volta il linguaggio ne viene mutato, sovrascritto. L’insieme di questi passaggi costituisce una nuvola di variabili, di campi di possibilità, in cui si possono distinguere linee flesse ma non del tutto instabili di prevalenze, di dominanti, e di (anche) correnti. La generazione dei nati nell’arco di tempo tra la fine degli anni Sessanta e la prima metà dei Settanta ha delle caratteristiche peculiari, forse, nel campo complesso e ampio della lettura come della scrittura. O meglio: del modo di percepirle.

Marco Giovenale  ha fondato ed è redattore del sito multilingue gammm.org (2006). È tra i redattori della rivista on line sibila.com.br e http://www.statidellappesia.it . Cura (con gammm) la rubrica “gammmatica” sul bimestrale «l’immaginazione». Ha diretto, insieme a Mariangela Guatteri, Giulio Marzaioli e Michele Zaffarano, la collana bilingue di scritture di ricerca Benway Series. È a sua cura la collana di testi italiani SYN _ scritture di ricerca, delle edizioni IkonaLíber.

            È stato curatore dell’edizione 2005 del festival RomaPoesia (cfr. http://goo.gl/LFwrxy), e co-curatore di EX.IT – Materiali fuori contesto (ad Albinea, presso Reggio Emilia, nel 2013 e 2014). Ha partecipato a vari festival e incontri di poesia e scrittura di ricerca (Festival di poesia di Berlino; Bury Text Festival, Manchester; RicercaBo; Poetitaly).

            Alcuni tra i libri di poesia recenti: La casa esposta (Le Lettere, 2007), Storia dei minuti (Transeuropa, 2010; testo francese a fronte a cura di M. Zaffarano), Shelter (Donzelli, 2010), In rebus (Zona, 2012, collana Level 48), Delvaux (Oèdipus, 2013), Maniera nera (Aragno, 2015, collana I domani), Delle osservazioni (Blonk, 2021); e le prose di Numeri primi (Arcipelago, 2006), Phobos (fogli Benway, 2014, con traduzione francese a cura di M. Zaffarano), Il paziente crede di essere (Gorilla Sapiens, 2016), Le carte della casa (Edizioni volatili, 2020), La gente non sa cosa si perde (Tic, 2021).

            Prose sperimentali in inglese nei libri a gunless tea (Dusie, 2007), CDK (Tir Aux Pigeons, 2009), anachromisms (Ahsahta Press, 2014); più il ‘found text’ white while (ebook Gauss PDF, 2014).

            Suoi testi sono inoltre antologizzati in Parola plurale (Sossella, 2005), nel Nono quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2007), nel volume del Premio Antonio Delfini 2009, in Poesia degli anni Zero (Ponte Sisto, 2011) e – in versione inglese e italiana – in Nuovi oggettivisti (Loffredo, 2013).

            Con i redattori di gammm è nel libro collettivo Prosa in prosa (Le Lettere, 2009), che deve il suo titolo a Jean-Marie Gleize. Per Luca Sossella ha curato nel 2008 una ampia raccolta antologica di Roberto Roversi, Tre poesie e alcune prose.

            Per La camera verde ha tradotto Billy the kid, di Jack Spicer (a cura di Paul Vangelisti).

            Registrazioni audio e video di suoi testi in inglese e in italiano sono ospitati nella sez. italiana (a cura di Jennifer Scappettone) di PennSound: http://writing.upenn.edu/pennsound/x/Italiana.php

sito:http://slowforward.net

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