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Cormac McCarthy e i bookstragrammers

Per la verità le polemiche non è che ci abbiano mai interessato, ma stavolta quella che da un po’ di tempo ha preso di mira bookstragrammers booktubers è qualcosa su cui si deve riflettere. Facciamo un po’ di chiarezza su chi sono e cosa fanno per la diffusione del libro e della lettura attraverso le parole di Ilenia Zodiaco tratte da un articolo scritto di recente per Il libraio:

“Ormai è noto che il mondo della lettura si è ampliato grazie al potere diffusivo della rete, tanto che per alcuni condividere le proprie letture è diventata più che una semplice passione, ma un vero e proprio progetto personale. Si sono create delle comunità i cui nodi sono i lettori forti con un certo seguito – gli “influencer della lettura” – ormai presenti non soltanto sulle piattaforme di blogging (meno frequentate del passato) ma soprattutto sui social, con una concentrazione particolare su Instagram (si parla di bookstagrammer) e YouTube (i booktuber)”

La polemica da cui abbiamo preso spunto, come fondo librario, per questa iniziativa di condivisione riguarda nello specifico gli attacchi che attraverso alcuni articoli la stampa di un certo tipo ha rivolto ai principali influencer della lettura i quali avrebbero commesso il peccato mortale di arrivare agli oltre centomila follower parlando di libri e scenarizzando l’esposizione delle copertine in modo accattivante.

Tuttavia la questione che più di tutto ci interessa mettere in luce qui, a parte la sterilità delle argomentazioni di una polemica pretestuosa come quasi tutte, è l’importante funzione che sta assumendo questo piccolo (si fa per dire) popolo di amanti del libro.

Questi influencer della lettura, con più o meno follower, oltre che essere riusciti a farsi notare dai principali editori postando su Instagram e YouTube, più che recensioni vere e proprie, la loro esperienza di lettura, hanno creato un linguaggio del tutto diverso che si è dimostrato valido anche in termini di vendita del prodotto libro.

Perché a differenza di siti e di blog classici che recensiscono libri, bookstagrammers booktubers riescono a farsi seguire dispensando consigli di lettura non su commissione ma sulla base di esperienze vere in cui l’amore personale per il libro suggerisce orizzonti espressivi molto diversi da quelli del formato della recensione classica.

Bookstagrammers e booktubers offrono così consigli di lettura rivolti a tutta quella platea di più e meno giovani che su piattaforme come Instagram e YouTube hanno trovato un luogo social momentaneamente confacente al loro “progetto personale” che riguarda la condivisione di passioni, attitudini e gusti che fanno tendenza.

Ciò quando riguarda i libri assume contorni sorprendenti. I libri di cui si parla su Instagram e su YouTube sono non sempre facili e non sempre di recentissima uscita, perché questi lettori social hanno anche il pregio di scavare nelle biblioteche e negli scaffali di casa impegnati in una ricerca che spesso assume i contorni assoluti di quella della pietra filosofale, arrivando, senza averne l’aria, a svolgere un’azione davvero importante specie riguardo la diffusione di contenuti di libri per niente scontati né ordinari.

Abbiamo perciò deciso di condividere un breve articolo della pagina Instagram books.unpopolaropinions su un libro difficile e necessario come La strada di Cormac McCarthy sperando che questa condivisione possa diventare una felice abitudine o uno spunto di ulteriore riflessioni su tutte le opportunità che offre la rete a chi ama leggere e scrivere. E soprattutto vive il suo amore per la lettura condividendolo con gli altri ma senza curarsi di polemiche nè facendosi condizionare da preconcetti.


Cormac McCarthy

Ce la caveremo, vero papà?
Sì. Ce la caveremo.
E non succederà niente di male.
Esatto.
Perché noi portiamo il fuoco.
Sì. Perché noi portiamo il fuoco

di Daria Manetta

La strada di Cormac McCarthy vede come protagonisti un uomo e suo figlio, che in una realtà post-apocalittica, in un mondo che non è più un mondo, affrontano un lungo viaggio, nella speranza di trovare l’oceano e con lui qualche barlume di vita.

Loro viaggiano ininterrottamente affrontando il gelo più duro con un carrello, che durante il cammino riempiono di tutto ciò che può essere utile, un telo di plastica, con cui ripararsi dalla pioggia, e una pistola, da usare solamente in condizioni di emergenza.

Non sappiamo per quale motivo si sia arrivati a tale desolazione, tutto è coperto di cenere, di polvere e detriti; ma sappiamo che ormai non c’è più nulla. La gente arriva a compiere atti di cannibalismo, i pochi alimenti rimasti ormai non sono più commestibili. Ma l’uomo e il bambino troveranno sempre qualcosa con la quale sostenersi, fino ad arrivare a un punto in cui tutto è destinato a finire.

La strada è un romanzo breve, ma incisivo e doloroso. Un proiettile.

Mostra come il nostro istinto di sopravvivenza ci porterebbe a lottare per guadagnare un altro pezzetto di vita senza avere un motivo per il quale andare avanti. Mette in evidenza come un legame affettivo può diventare ancora più forte quando si rischia di perderlo.

Da una trama che può sembrare noiosa, Cormac McCarthy trae un opera magnifica, emozionante e appassionante.

Un libro che mette paura, tristezza, ribrezzo. Ma bellissimo.

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