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Nei giorni per versi, poesia scelta

Già dal titolo apprendiamo che il libro di poesia, nel caso di Nei giorni per versi di Anna Maria Curci, vuole farsi cronaca. Lo comunica la stessa autrice come premessa che non lascia adito a fraintendimenti: “Le centosettantatré quartine di endecasillabi qui raccolte costituiscono il diario di oltre cinque anni, da gennaio 2014 ad agosto 2019 (con due soli balzi indietro al 2013), di ricerca e esistenza, di stupore e disappunto che si alternano e si affiancano nel guado, condizione permanente”.

Il quotidiano, soprattutto quello relazionale, visto attraverso una formulazione contenuta in una griglia classica come quella dell’endecasillabo, riporta il simultaneo compiersi dello scrivere e del vivere su un piano in cui la soggettività assume il suo primato fondativo e si attua un’uscita di fatto dalla conformità. Movimento che tuttavia non ha che fare con una postura volutamente anticonformista.

Cos’è che consente a una scrittura poetica un’uscita dalla conformità che non ripieghi nella retorica anticonformista? A nostro avviso lo si vede bene in questa raccolta di Anna Maria Curci: intendere l’accuratezza non semplicemente come un valore ma come un imperativo inevitabile che assume un carattere devozionale.

Quando guardare, leggere, scrivere, incontrarsi coincidono con una dedizione, che nel caso di Curci poeta, si può ben dire umanamente inevitabile, il valore testimoniale del verso si situa a monte della forma che assumerà.

Di conseguenza la forma che questa testimonianza conquista all’atto della trascrizione deve poter contare su una griglia che illustri l’altra polarità della soggettività ossia un calco oggettivo che stabilizzi il veduto del poeta e solo di quel poeta che si chiama Anna Maria Curci, il cui diario stiamo leggendo.

Legarsi a una griglia classica e esattamente definita come quella dell’endecasillabo necessita di accuratezza, nel senso che l’accuratezza sarebbe comunemente da intendersi come l’uso delle accortezze necessarie per il compimento della propria professione. Dove per professione si intende il significato etimologico della parola

Inoltre questo tipo di professione in poesia costituisce un’attenzione capillare al suono e al senso provenienti da un imperativo inteso come indispensabile alla visione di una totalità che spesso di primo acchito, nell’istantaneo della verifica che lo sguardo del poeta compie, risulta drammaticamente mancante.

Ma mancante di cosa? Cioè cos’è che manca alla totalità con ciò creando al poeta l’esigenza di un proferire che coincida con un’approssimazione quotidiana volta a aggiungere ancora un dato essenziale a una ricerca che per assunto è operata sul residuo a margine?

Per rispondere a questo interrogativo la parola di Curci lavora sul contatto tra il sentimento di separatezza del poeta e la gradazione emotiva della propria partecipazione a quanto risulta altro da sé. L’altro attraverso l’ottica di colei che scrive di volta in volta assume i connotati della memoria, della lettura, dell’incontro ma anche quelli dell’errore temuto e dell’orrore rivelato cioè asseconda l’avvicendamento temporale degli eventi di tipo diaristico dichiarato a monte.

A tratti leggendo questo diario abbiamo l’impressione di trovarci al cospetto di una rieducazione consapevole e amara alla partecipazione diminuita, diluita, indifferenziata che è richiesta all’essenza della poesia quando viene costretta, o si costringe, al campo impietoso della superficie delle cose.

Costringersi alla superficie in questo senso asseconda paradossalmente l’altra faccia dell’assoluto che la poesia pretende, la vera faccia della gratuità che è anche quella incurante del compenso. La parola qui sembra temere, tuttavia accettandolo, un non ritorno inevitabile del dono la cui offerta enigmatica ci restituisce un’idea dell’amore possibile, altrimenti chimerica e perduta. I giorni per versi illustrati dalla poesia di Curci ci mostrano come l’irrilevante spesso celi erroneamente o volutamente quella grazia inenarrabile che è conquista di pochi in quanto è solo un regalo di cui alla fine del conto dei giorni, dei mesi, degli anni, il mittente cambia e il destinatario è irreperibile.

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